Visualizzazione post con etichetta presentazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta presentazione. Mostra tutti i post

sabato 19 ottobre 2019

Una bella serata con il Coro Grigna


Quella di Venerdì 18 ottobre è stata una bellissima serata in cui protagonisti sono stati i canti alpini di trincea e di guerra, eseguiti magistralmente dal Coro Grigna della Sezione ANA di Lecco: “La storia narrata dai protagonisti” ha mandato così in archivio la sua nona edizione con una folta partecipazione di pubblico.

Il Coro Grigna, citando le parole con cui il capogruppo Daniele Riva ha introdotto la manifestazione, ha portato “la testimonianza di quei canti nati nelle trincee e sulle vette della Prima Guerra Mondiale, nel fango della Grecia e dell’Albania, nelle steppe della Russia: canti che sorgevano spontanei sull’aria di una melodia esistente – spesso un canto montanaro o contadino o militare – e si diffondevano tra le truppe. Canti che danno coraggio, che celebrano i compagni caduti, che raccontano le vicende di guerra e i sogni dei soldati mentre riposano tra un combattimento e l’altro”.

Una serata in cui il pubblico ha anche partecipato, cantando con il coro “Sul cappello”, “Il testamento del capitano” e il richiestissimo bis “Signore delle cime”, e riflettendo sulle emozioni provate da quei soldati sui campi di battaglia dove furono inviati – il sindaco di Paderno Gianpaolo Torchio nel suo saluto ha sottolineato la giovane età di questi soldati, oltre al lodevole fatto di tenere vive le radici che hanno portato alla pace di adesso.

Era presente anche il presidente sezionale Marco Magni, in partenza per il raduno del 2° raggruppamento a Piacenza, con i consiglieri Dino Sala e Mario Gargantini. Marco Magni ha ricordato la forza di volontà degli alpini e il loro essere presenti dove l’uomo chiama come denotano gli esempi dei quattro beati alpini: Fratel Luigi Bordino, Don Carlo Gnocchi, Teresio Olivelli e Don Secondo Pollo.





martedì 8 ottobre 2019

La storia narrata dai protagonisti - 9ª ed.



Torna "La storia narrata dai protagonisti", giunta alla sua nona edizione.
Quest'anno gli amici del Coro Grigna presenteranno il libro edito per il loro 60° anniversario di fondazione.


sabato 3 febbraio 2018

La storia narrata dai protagonisti – IX edizione

Dopo due anni di pausa, è tornata nel Salone dell’Oratorio “La storia narrata dai protagonisti”, un evento cui gli Alpini di Paderno d’Adda tengono particolarmente.

Il giornalista Angelo Faccinetto ha illustrato il suo libro “Il capitano l’è ferito” – Appunti per una storia degli ospedali militari a Lecco”, raccontando di come, dalla Prima guerra d’Indipendenza del 1848 alla Seconda guerra mondiale furono allestiti, spesso precariamente, degli ospedali militari nel capoluogo manzoniano. Scrive Faccinetto: ”Pochissime e frammentarie le tracce che restano di questo spaccato di vita militare, fatto di dolore e sofferenza ma anche di tanta solidarietà e di voglia di vivere, voglia di tornare alla normalità. Testimoni silenziosi della decennale presenza in città degli ospedali militari sono ancora oggi gli edifici che li hanno ospitati: Palazzo Bovara, dal 1928 sede del Comune, la scuola Tommaso Grossi di via Ghislanzoni e ancora la sede dell’istituto Badoni, luoghi dove presto sarà affissa una targa a ricordo di questo passato per molti ragazzi e studenti quasi sconosciuto”.

A presentare l’autore, accompagnato dal presidente ANMIG Sezione di Lecco, Giovanni Mauri, c’era Augusto Cogliati, alpino, redattore del trimestrale sezionale Penna nera delle Grigne. Anche il presidente sezionale dell’ANA, Marco Magni, ha portato il suo saluto.


1

2

da sin: Giovanni Mauri (Pres. ANMIG Lecco), Angelo Faccinetto, il pres. sezionale Marco Magni, il capogruppo Daniele Riva e Augusto Cogliati

venerdì 26 gennaio 2018

Il capitano l’è ferito

Torna dopo due anni di pausa la “Storia narrata dai protagonisti”. Venerdì 2 febbraio, nel salone dell’Oratorio di Paderno d’Adda alle 20.45, in collaborazione con l’ANMIG – Sezione di Lecco – sarà presentato il libro “Il capitano l’è ferito” di Angelo Faccinetto. Si tratta, come da sottotitolo del volume, di “Appunti per una storia degli ospedali militari a Lecco”, argomento poco indagato che consente di ricostruire per frammenti non solo un capitolo poco noto della storia del capoluogo manzoniano ma anche la piccola storia quotidiana della città ai tempi delle guerre – dalla Prima Guerra d’Indipendenza del 1848 alla Seconda Guerra Mondiale.


2 febbraio

sabato 3 ottobre 2015

Presentato «Non era che ieri»

 

Nel salone dell’Oratorio è stato presentato «Non era che ieri», il libro scritto dal socio Daniele Riva sulla storia del Gruppo in occasione del cinquantesimo anniversario di fondazione.

Scan0001

 

Daniele ha spiegato che “la memoria è il mezzo a nostra disposizione per provare a fermare l’attimo, a riviverlo strappando dei brandelli al passato. Per questo motivo nel 2008 il Gruppo Alpini ha istituito le serate della «Storia narrata dai protagonisti», attuando uno degli scopi previsti nello statuto dell’Associazione Nazionale Alpini: «Tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini, illustrarne la gloria e le gesta». La nostra non è una Storia con la S maiuscola, quindi la nostra gloria e le nostre gesta sono scritte con la G minuscola. Ma sono comunque importanti per noi, per il Gruppo, per la comunità di Paderno d’Adda, e sono anche tangibili sotto forma del monumento-campanile e della sede, oltre che dei lavori di bonifica sulla scarpata.

Per lasciare testimonianza, per rinnovare la memoria, che si fa sempre più labile con l’allontanarsi dagli eventi, qualcuno, nella riunione del Consiglio Direttivo del giugno 2014, ha lanciato tra le varie proposte per il cinquantesimo, l’idea di scrivere un libro sulla storia del Gruppo. Così, ho assemblato un paio di capitoli e li ho sottoposti al Consiglio nella riunione di fine febbraio. Abbiamo stabilito di proseguire nella stesura, riservandoci in un secondo momento di decidere su come finanziarci e su come trovare qualcuno che lo stampasse”.

 

12096366_780547485405787_7953634390579986909_n

 

Il presidente sezionale Marco Magni ha ricordato un fatto che lo lega al Gruppo di Paderno, l’incontro con il Papa del marzo 2014, quando fu il capogruppo Elio Villa a raccogliere la sua emozione e a dargli tempo di riprendersi. Ha poi fatto notare quante siano le attività che ogni Gruppo Alpini svolge e come esse risaltino dalle pagine del libro, grazie anche alla scelta di inserire ampi stralci dei documenti, rendendo viva l’atmosfera del tempo in cui furono scritti. Per rimarcare il valore della memoria, Marco ha poi voluto leggere una delle epigrafi poste all’inizio di ogni capitolo, quella di Nelson Cenci, tratta da Ritorno: “Ancora oggi noi, sopravvissuti a quella tragica avventura in terra di Russia, sentiamo la necessità di ritrovarci, soprat­tutto nei periodi dell'inverno nei quali più vivi si fanno i ricordi di allora. Quando ci incontriamo siamo sempre in meno perché, a causa degli anni, qualche amico nel frattempo ci ha lasciati ed è andato avanti. Scorgiamo sui nostri visi il correre del tempo, ci abbrac­ciamo, ascoltiamo insieme la messa, poi ci sediamo attorno a un tavolo o davanti ad un camino, e raccontando o ascoltando gli altri raccontare, ci pare a volte torni in noi l'antico dolore e una profonda malinconia ci pervade”.  Il presidente ha poi chiuso citando l’importanza della fede come nostra guida, recitando l’omonima poesia di Trilussa che si conclude così: “Quella vecchietta cieca, che incontrai / la notte che mi persi in mezzo al bosco, / mi disse: - Se la strada non la sai, / ti ci accompagno io, ché la conosco. / Se hai la forza di venirmi appresso, / di tanto in tanto ti darò una voce / fino là in fondo, dove c'è un cipresso, / fino là in cima, dove c'è la Croce… / Io risposi: - Sarà … ma trovo strano / che mi possa guidare chi non ci vede … – / La cieca allora mi pigliò la mano / e sospirò: - Cammina! - Era fa Fede”.

12108944_780547465405789_4331509136750219715_n

Questa, dunque, è la fotografia del Gruppo Alpini di Paderno d’Adda adesso. Ma non è un punto d’arrivo: è – come riportato nell’epigrafe in testa al libro – il momento in cui, salendo verso la cima, ci si sofferma un momento a guardare la strada finora percorsa, per poi risalire con rinnovato slancio verso la vetta.

sabato 11 ottobre 2014

La storia narrata dai protagonisti – VII edizione

 

È andata in scena ieri sera nel salone dell’Oratorio di Paderno d’Adda la settima edizione della “Storia narrata dai protagonisti”: la giornalista Barbara Garavaglia ha presentato il suo libro “Malato d’infinito – Don Gnocchi e le virtù”, edito da Centro Ambrosiano.

Nell’atmosfera soffusa della sala, dove ancora aleggiavano le immagini evocate dal Coro ANA dell’Adda, che ha eseguito in apertura “L’ultima notte” risaltava la “Deposizione del Cristo ad opera degli alpini”, il grande pannello ligneo di Alessandro Nastasio che orna una parete della Chiesina di Santa Elisabetta o degli Alpini, posta per l’occasione al centro del palco.

Ed era chiara la simbologia, suggerita anche dal testo di Barbara Garavaglia: “Perché don Carlo cerca con ostinazione «le vestigia del Cristo sulla terra, con avida, insistente speranza». Don Carlo le cerca, e dinnanzi allo spettacolo atroce dei soldati che periscono nella campagna di Russia si lascia sfuggire una frase rivelatrice: «Guarda che fine fanno questi ragazzi» Vedere il volto sfigurato dell'uomo mette a dura prova. Ma don Carlo è sorretto dalla fede, anche nei momenti più incerti, estremi, terribili. La piccola teca metallica sotto la divisa contiene l'eucarestia. Il cappellano degli alpini la tocca, per avere un po' più di coraggio per sé e per i suoi soldati, perché in quel paesaggio di annichilimento, la fede in Gesù è l'autentica compagna: «Così vai — scrive — e non sai bene se sia Egli che ti porta o tu che porti Lui»”.

Così Barbara Garavaglia, Cesare Lavizzari, Luca Ripamonti e Marco Magni hanno raccontato le virtù del beato Don Carlo Gnocchi: da sacerdote di oratorio a educatore del Gonzaga, da cappellano militare a consolatore delle madri dei Caduti, da infaticabile promotore della sua “baracca”, la Fondazione Don Gnocchi, come apostolo dei mutilatini a precursore della donazione di organi. Un esempio di vita cristiana hanno sottolineato i relatori, un fulgido esempio che dovremmo sforzarci di seguire, come ha concluso il presidente sezionale Marco Magni.

 

1

2

3

4

5

martedì 23 settembre 2014

La storia narrata dai protagonisti 2014

 

LA STORIA NARRATA
DAI PROTAGONISTI

- settima edizione -

Il GRUPPO ALPINI e la BIBLIOTECA COMUNALE
di PADERNO D’ADDA

con il patrocinio del Comune di Paderno d’Adda

Pda2

Venerdì 10 ottobre alle ore 20.45

nel salone dell’ORATORIO di PADERNO D’ADDA

in via Mons. Domenico Pozzoni

presentano

SetHeight426-libro-don-gnocchi-360-x-600

MALATO DINFINITO

Don Gnocchi e le virtù

Con l’autrice BARBARA GARAVAGLIA interverranno:

- CESARE LAVIZZARI Consigliere Nazionale A.N.A.

- MARCO MAGNI Presidente Sezione A.N.A. di Lecco

- LUCA RIPAMONTI Past President Sezione A.N.A. di Lecco

 

Si esibirà il CORO A.N.A. DELL’ADDA

 

Don_Gnocchi_alpino_580

“L’uomo è un pellegrino, malato d’infinito,
incamminato verso l’eternità”

DON CARLO GNOCCHI

sabato 12 ottobre 2013

La storia narrata dai protagonisti – VI edizione

 

1

Paderno d’Adda ha vissuto una straordinaria serata con la presentazione nel Salone dell’Oratorio del libro “Fulvio Pedrazzini: un alpino, due guerre e tante lettere”, scritto dalla figlia Maria Paola. A illustrare l’opera ha provveduto con la consueta apprezzatissima oratoria il consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini Cesare Lavizzari, nipote del protagonista: raccontando delle vicende belliche vissute dal nonno, ha attratto l’uditorio parlando anche della differenza tra le guerre di un tempo e quelle “sporche” di adesso, concludendo con un accenno al ruolo dell’associazione e alla sua presenza nel tessuto della società odierna, indispensabile come punto di raccolta per certi valori, come aggregatore di “amicizia”, del piacere di lavorare insieme per il bene comune.

3

L’esibizione del Coro Grigna della sezione ANA di Lecco, suddivisa in due tempi relativi alle due guerre mondiali, ha riscaldato il pubblico, coinvolto dall’atletico e vigoroso maestro Giuseppe Scaioli in un Testamento del Capitano davvero corale. Il coro, oltre all’Inno di Mameli, al Trentatré e a Sul Cappello, necessari per l’ingresso dei gagliardetti e dei vessilli sezionali, ha intonato anche: Monte Canino, Ti ricordi la sera dei baci, Monte Pasubio, Era una notte che pioveva, Motorizzati a piè, una trascinante Joska la rossa e una commovente Bandiera nera.

2

4

Sul palco anche il consigliere nazionale Giorgio Sonzogni e il presidente della Sezione di Lecco, Marco Magni. Il vicepresidente Diego Pellaccini, ha portato il saluto della Sezione di Monza. Il sindaco Valter Motta e l’assessore alla Cultura, Annarosa Panzeri, hanno fatto gli onori di casa, così come don Antonio Caldirola, responsabile della comunità pastorale.

5

6

La manifestazione, ormai alla sua sesta edizione, ha potuto testimoniare ancora una volta quel valore della memoria sempre più indispensabile – come ricordava anche l’assessore – in questi tempi di società che brucia in fretta tutte le sue emozioni con i social network e le nuove tecnologie. È impensabile perdere tutte queste testimonianze: serva da monito la riflessione del filosofo spagnolo George Santayana: “Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo”.

7

mercoledì 25 settembre 2013

La storia narrata dai protagonisti 2013

 

Il GRUPPO ALPINI e la BIBLIOTECA COMUNALE di PADERNO D’ADDA

con il patrocinio del
Comune di Paderno d’Adda

Pda2

e il sostegno dei Gruppi di:

Airuno, Brivio, Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Merate,

Olgiate-Calco, Osnago, Robbiate, San Genesio, Verderio Inferiore

per la sesta edizione di

LA STORIA NARRATA

DAI PROTAGONISTI

attraverso la presentazione delle loro opere

propongono per

Venerdì 11 ottobre alle ore 21.00

nel salone dell’ORATORIO di PADERNO D’ADDA

in via Mons. Domenico Pozzoni

FULVIO PEDRAZZINI: UN ALPINO,

DUE GUERRE E TANTE LETTERE

di Maria Paola Lavizzari Pedrazzini

Presenterà l’opera l’Avv. CESARE LAVIZZARI, Consigliere Nazionale A.N.A.

Si esibirà il CORO GRIGNA della Sezione di Lecco

 

Fulvio_Pedrazzin_4f2a8b76b771c

 

«Ricordo un lontano Natale di guerra, quello del 1917, quando ancora coi miei Alpini ero sullo Zugna: anche in quel giorno vi ho tanto pensato. Ma allora non avevo che 19 anni. Ora ne ho 44 e lo spirito è mutato».

Lettera ai genitori dal fronte russo, Natale 1942

sabato 28 aprile 2012

Tre grandi Reduci a Paderno d’Adda

 

Ancora una volta “La storia narrata dai protagonisti”, svoltasi venerdì 27 aprile, ha saputo offrire emozioni a quanti hanno gremito il Salone dell’Oratorio di Paderno d’Adda per la quinta edizione della manifestazione. E non poteva essere altrimenti, visti i nomi dei relatori: tre grandi Reduci, tutti decorati con medaglia d’argento o di bronzo al valore militare, un Consigliere Nazionale, l’ex direttore dell’Alpino, il coordinatore del progetto DNA Alpino, il presidente sezionale. A intervallare gli interventi le voci del Coro Stelutis di Brivio, facente parte dell’A.N.A. di Lecco.

Tre Reduci, dunque, che non è facile vedere tutti insieme di questi tempi, a caratterizzare la straordinarietà di questo evento:

DSC_8103

Nelson Cenci, 93 anni, il “tenente Cenci” di Mario Rigoni Stern, ha puntato l’attenzione sulla necessità di ricordare, di non lasciare andare smarriti i dolorosi ricordi di quanti tornarono dalla guerra e si sono trovati a vivere anche per coloro che rimasero là, in Russia, in, Jugoslavia, in Grecia, in Albania.

DSC_8040

Carlo Vicentini, cui la serata era dedicata, è giunto appositamente da Roma per parlare di Noi soli vivi, il libro nel quale ha raccontato della terribile prigionia in mano sovietica dal 1943 al 1946. Con una verve inattesa in un uomo di quasi 95 anni, ha saputo avvincere l’uditorio narrando di quei fatti così lontani, ma da non dimenticare, come scrisse anche nell’opera: “Questo piccolo patrimonio di esperienze, che fu vissuto da migliaia di italiani ma che purtroppo può essere raccontato solo da pochissimi non vorrei che andasse perduto”. Così ha detto di quei viaggi di trasferimento estenuanti da un campo all’altro, della crudeltà dei soldati russi, degli allucinanti spostamenti in treno, stipati come sardine, del pane di miglio malcotto che con poche aringhe era la razione base, quando c’era, di come sono morti i suoi alpini.

DSC_8078

Il generale Luigi Morena, anch’egli prossimo ai 95 anni, ha parlato anche della guerra di Liberazione e della battaglia di Monte Marrone, combattuta dagli alpini nel nuovo esercito monarchico, fondamentale per l’avanzata degli Alleati. Ha poi chiuso la serata recitando una Preghiera dell’Alpino da brividi.

DSC_8091

Con loro un pezzo importante dell’Associazione Nazionale Alpini, l’amico Cesare Lavizzari, presente a tutte le serate della “Storia narrata dai protagonisti”: ha rimarcato l’importanza della memoria, l’inutilità delle divisioni e l’inconcepibile ostracismo con cui i Reduci fin quasi agli Anni ‘70 dovettero fare i conti. Per opportunismo politico non si poteva parlare di loro, del fatto che in un paese come l’Unione Sovietica i prigionieri venissero trattati in modo così disumano – soltanto il 14 % di essi tornò a casa.

DSC_8049

Anche il generale Cesare Di Dato, che è stato direttore del mensile L’Alpino, ha insistito sulla disumanità dello stalinismo, tanto che gli ultimi 28 prigionieri italiani in Russia furono rilasciati soltanto nel 1954, alla morte del tiranno.

DSC_8062

Aldo Maero, redattore del periodico della sezione di Como Baradèll, ha focalizzato l’attenzione sulla grandezza di tre personaggi di tale calibro e sul fatto che sarebbe importante fare propri i loro valori. Ha voluto anche ricordare un divertente aneddoto su Vicentini, che in occasione del 90° della Sezione di Como, svoltosi sotto una pioggia battente, avrebbe preferito sfilare con gli alpini piuttosto che sulla camionetta dei reduci, al riparo.

Il nostro presidente sezionale, Luca Ripamonti, si è detto fiero di ospitare Vicentini, Cenci e Morena: un “regalo” che impreziosisce il 90° anniversario della Sezione di Lecco, ancora in corso. Un evento che tiene viva la memoria di coloro che – sono parole di Carlo Vicentini - «chiusero malamente la loro giovinezza in una terra e per una causa che non era la loro».

DSC_8068

 

 

FOTOGRAFIE © DANIELE RIVA

mercoledì 11 aprile 2012

La storia narrata dai protagonisti 2012

 

Il GRUPPO ALPINI e la BIBLIOTECA COMUNALE di PADERNO D’ADDA

con il patrocinio del Comune

e il sostegno dei Gruppi di:

Airuno, Brivio, Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Merate,
Olgiate-Calco, Osnago, Robbiate, San Genesio, Verderio Inferiore

per la quinta edizione di

LA STORIA NARRATA DAI PROTAGONISTI
attraverso la presentazione delle loro opere

propongono per

VENERDÌ 27 APRILE ALLE ORE 21.00

nel salone dell’ORATORIO di PADERNO D’ADDA
in via Mons. Domenico Pozzoni

“NOI SOLI VIVI”
Quando settantamila italiani passarono il Don

 

Interverranno:

  • CARLO VICENTINI  - Reduce di Russia, autore del libro
  • NELSON CENCI  - Reduce di Russia, autore di “Ritorno”
  • CESARE LAVIZZARI  - Consigliere Nazionale A.N.A.
  • CESARE DI DATO - Già direttore de “L’Alpino”
  • ALDO MAERO - coordinatore Progetto “DNA Alpino”
  • LUCA RIPAMONTI - Presidente Sezione A.N.A. di Lecco

Si esibirà il CORO STELUTIS della Sezione di Lecco

 

“Questo piccolo patrimonio di esperienze, che fu vissuto da migliaia di italiani ma che purtroppo può essere raccontato solo da pochissimi non vorrei che andasse perduto”

(da Noi soli vivi)clip_image002

lunedì 4 luglio 2011

Il mulo Tamburo a Breuil-Cervinia

 

Sabato 2 luglio, a Breuil-Cervinia, nella saletta al piano interrato dell’Hotellerie des Guides, l’avv. Edoardo Vertua ha presentato La drugia guerra del soldato mulo Tamburo, il libro da lui scritto due anni orsono, venuto a riempire il vuoto storico-letterario sulla guerra nella ex Jugoslavia negli anni dal 1942 al 1944.

DSC_6192

L’evento si è inserito nella celebrazione del 53° anniversario della commemorazione del Battaglione “Monte Cervino”, organizzata tra gli altri dalla sezione di Aosta. Il presidente sezionale Remo Gobetto ha aperto la presentazione con un doveroso minuto di silenzio, omaggio al Caporale del Genio Gaetano Tuccillo, caduto in Afghanistan poche ore prima in un attentato portato dai taleban. Gobetto ha moderato la serata ponendo domande all’autore, che ha rievocato alcuni episodi avvenuti in quegli anni in Balcania e ha spiegato perché protagonista della sua opera è un mulo. L’avv. Vertua ha altresì ricordato il valore del ricostituito esercito italiano, schierato al fianco degli alleati nella lotta ai nazifascisti. Altri episodi di quella guerra e della liberazione di Bologna, cui partecipò in prima linea li ha raccontati il gen. Luigi Morena, amico dell’Avv. Vertua dal settembre del 1942: con la sua verve ironica, il novantaquattrenne oratore ha trascinato l’uditorio. Gobetto ha chiuso gli interventi con un elogio dei valori alpini e della rilevanza della leva obbligatoria, necessaria per un paese democratico. In conclusione hanno portato i loro saluti il capogruppo di Valtournanche e un rappresentate delle Guide di Cervinia, i padroni di casa.

DSC_6197

DSC_6196

DSC_6194

L’avv. Edoardo Vertua,  il gen. Luigi Morena e Remo Gobetti

Alla presentazione erano presenti, oltre al gagliardetto del gruppo di Valtourrnanche, anche quelli dei gruppi di Verderio Inferiore e di Paderno d’Adda, giunti a Breuil-Cervinia con una ventina di persone, ammirate davanti al Cervino e allo stupendo panorama. Una rassegna di cori e bande all’Arena du Mont Cervin è seguita all’evento culturale: nel freddo pungente dei 2000 metri a scaldare sono stati gli applausi e i prodotti valdostani offerti dagli alpini locali: fontina, toma, sanguinaccio, salsiccia, salamino, patate lesse, pane e vino…

sabato 30 aprile 2011

La storia narrata dai protagonisti – IV edizione

 

Una serata densa di emozioni e di ricordi all’insegna dell’alpinità quella che si è svolta il 29 aprile nel salone dell’Oratorio di Paderno d’Adda, addobbato con l’Italia tricolore spesso portata alle Adunate Nazionali e alle manifestazioni. Si è parlato della “Storia dell’Associazione Nazionale Alpini”, prendendo spunto dai due libri editi a cura della stessa A.N.A. nell’arco di vent’anni. Un modo per tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini, difenderne le caratteristiche, illustrarne le glorie e le gesta” come recita lo Statuto.

Tra i relatori c’erano due degli autori del secondo volume, quello che reca il sottotitolo “In marcia nel nuovo millennio”, Silvio Botter e Cesare Lavizzari. Con loro Beppe Parazzini, Presidente Nazionale dal 1998 al 2004, e il Presidente della Sezione di Lecco, Luca Ripamonti, a fare gli onori di casa. In sala anche il Presidente della Sezione di Monza, Paolo Oggioni, e un consigliere della Sezione di Bergamo.

Molta emozione ha suscitato il generale Luigi Morena, ex comandante della Scuola Militare Alpina e reduce della Guerra di Liberazione – fu il primo a entrare in Bologna liberata. Il generale, che ha novantadue anni, ha saputo trascinare l’uditorio con simpatia, meritandosi un lunghissimo applauso. La Preghiera dell’Alpino da lui recitata in chiusura di serata ha fatto nascere brividi in molti dei presenti, grazie anche all’accompagnamento del Coro Val San Martino di Cisano Bergamasco, che intonava Sul ponte di Perati.

L’esibizione del coro – oltre al 33 e all’Inno di Mameli, ha eseguito Son morti per la Patria, Al comando dei nostri ufficiali, Signore delle cime, L’ultima notte, Campane di Monte Nevoso, Al reggimento e Perché non torni – si è alternata all’intervento dei relatori: Cesare Lavizzari ha parlato dell’origine dei due libri e della differenza tra il primo e il secondo, essendo intervenuta la sospensione della leva obbligatoria (“Soppressione, chiamiamo le cose con il loro nome”) con la conseguente domanda sul futuro dell’Associazione. Non è cambiato però il volontariato dell’A.N.A., la grande attività di protezione civile, svolta persino a Lampedusa nell’aprile 2011 con l’impiego di 25 volontari. Silvio Botter, anch’egli in passato, come Lavizzari, Consigliere Nazionale, ha insistito sul punto della sospensione della leva, “un grosso errore”, evidenziando come in tal modo venga meno nelle generazioni più giovani l’educazione ai valori, alla solidarietà, alla capacità di inquadrarsi e di obbedire in un sistema. Il past president Beppe Parazzini ha raccontato di come l’A.N.A. si sia opposta allora alla decisione del governo, primo caso, e finora unico,  nella storia, di una manifestazione a Roma per chiedere doveri e non diritti, e ha espresso il rammarico dell’allora Presidente del Consiglio di fronte all’ineluttabilità del provvedimento, preso per la necessità di dover mandare soldati professionisti all’estero in missioni di pace che in realtà altro non sono che guerre. A questo proposito, Cesare Lavizzari , ha presentato la nuova iniziativa dell’A.N.A., la costruzione di una casa domotica per Luca Barisonzi, uno dei soldati feriti in Afghanistan, rimasto completamente paralizzato e ora in grado con molti sforzi di iniziare a muovere gli arti superiori. Una raccolta fondi che dovrà racimolare tra i 400.000 e i 500.000 euro. Anche il Presidente della Sezione di Monza, Paolo Oggioni, ha voluto ricordare con commozione i soldati in missione, parlando del capitano Tremolada, amico del caduto Massimo Ranzani.

Suor Oriana Lomazzi ha portato i saluti della comunità pastorale Beata Maria Vergine Addolorata, sottolineando come i valori degli alpini, l’alpinità, siano necessari per la società odierna e ha ringraziato il gruppo di Paderno d’Adda, i “suoi” alpini, sempre pronti a intervenire quando ne richiede l’aiuto.

Nell’aria risuonavano ancora le parole dell’editoriale del numero di aprile 2011 dell’Alpino, lette da Domenico Parente, che con Antonio Besana, si è alternato nella lettura dei testi, dalla presentazione di Leonardo Caprioli al primo volume, al discorso rivolto da Paolo VI agli alpini in occasione dell’Adunata Nazionale 1968 a Roma. Quell’editoriale, scritto da Bruno Fasani, intitolato, “L’Italia che non fa rumore”, si conclude così: “È l’Italia degli alpini, cari amici. Una realtà piccola nella logica dei numeri. Ma ben più grande nello scenario culturale. Ci sarà pur una ragione se l’Italia ci ama e se il nostro profumo lascia il segno. La retorica è pericolosa, ma una falsa umiltà è altrettanto pelosa. Se l’Italia è ancora bella, un po’ di lifting glielo abbiamo fatto anche noi”.

 

IL CORO VAL SAN MARTINO DI CISANO BERGAMASCO

217379_206553569376977_2615590_n

I RELATORI

227914_206553869376947_1237908_n

da sinistra: Luca Ripamonti, Cesare Lavizzari, Silvio Botter e Beppe Parazzini

 

LA PREGHIERA DELL’ALPINO RECITATA DAL GEN. LUIGI MORENA

215489_206554006043600_2015592_n

CESARE LAVIZZARI, SILVIO BOTTER E BEPPE PARAZZINI

227559_206554059376928_1293520_n

FOTO DI GRUPPO

                                                                            215724_206554082710259_1618172_n                                                 

fotografie e testo © Gruppo Alpini Paderno d’Adda

martedì 26 aprile 2011

La storia narrata dai protagonisti 2011

 


Il GRUPPO ALPINI e la BIBLIOTECA COMUNALE di PADERNO D’ADDA
con il patrocinio del Comune e il sostegno dei Gruppi di:
Airuno, Brivio, Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Merate,
Olgiate-Calco, Osnago, Robbiate, San Genesio, Verderio Inferiore

per la quarta edizione di

LA STORIA NARRATA
DAI PROTAGONISTI

attraverso la presentazione delle loro opere

propongono per

  Venerdì 29 aprile alle ore 21.00 

nel salone dell’ORATORIO di PADERNO D’ADDA
in via Mons. Domenico Pozzoni

 

STORIA DELLA
ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

Con gli autori SILVIO BOTTER  e  CESARE LAVIZZARI interverranno:

- Gen. LUIGI MORENA      già Comandante della Scuola Militare Alpina 
- BEPPE PARAZZINI           già Presidente Nazionale A.N.A.
- LUCA RIPAMONTI            Presidente Sezione A.N.A. di Lecco
- GIORGIO SONZOGNI      già Consigliere Nazionale A.N.A


Si esibirà il CORO VAL SAN MARTINO della Sezione di Bergamo


“L’alpinità è un complesso di sentimenti, affetti e comportamenti che, tutti insieme, possono davvero rappresentare e costituire un modo di vivere. È una categoria dell’animo umano, una pienezza”.
(da Storia della Associazione Nazionale Alpini)

lunedì 28 giugno 2010

Il mulo Tamburo a Fenestrelle



Sabato 27 giugno, nello splendido scenario del Forte di Fenestrelle, che da una ventina d’anni l’Associazione San Carlo sta valorizzando e recuperando, l’Avv. Edoardo Vertua ha presentato l’ultima sua fatica letteraria, “La drugia guerra del signor mulo Tamburo”, che abbiamo già avuto l’onore di illustrare nel corso della terza edizione della “Storia narrata dai protagonisti”.
La presentazione, nella nuovissima Sala della Porta Reale, moderata dal presidente della sezione di Pinerolo, Francesco Busso, ha visto l’intervento del vicepresidente della sezione di Lecco, Renato Sala, e il resoconto dell’Avv. Ettore Serafino, che fu compagno d’armi dell’autore. L’Avv. Vertua ha invece raccontato degli eventi bellici e politici susseguitisi dalla “pugnalata alla schiena” del giugno 1940 al dramma dell’8 settembre e alla guerra di resistenza in Balcania. Il maestro Doriano Riva ha accompagnato le cerimonie e il breve filmato illustrativo con brani dal repertorio alpino.
Alla presentazione, organizzata dalla Sezione di Pinerolo e dal Gruppo di Verderio Inferiore, era presente una rappresentanza del Gruppo di Paderno d’Adda.


DSC_3559

Forte di Fenestrelle: Piazza d’armi e Palazzo degli Ufficiali
 
DSC_3750
Gagliardetti e labari presenti

DSC_3751
Prima della presentazione
 DSC_3759 
Edoardo Vertua e Ettore Serafino
 
 DSC_3785

DSC_3787
Alcuni momenti della presentazione

DSC_3789
Il Maestro Doriano Riva e il vicepresidente della sezione di Lecco, Renato Sala