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martedì 22 aprile 2025

Papa Francesco: comunicato ANA

L'Associazione Nazionale Alpini ha rilasciato un comunicato stampa in occasione della morte di Sua Santità Papa Francesco


Papa Francesco e l'affettuosa vicinanza al mondo degli alpini

L’Associazione Nazionale Alpini accoglie con immensa tristezza, unendosi al cordoglio mondiale, la notizia della morte di Papa Francesco. Instancabile assertore dei valori della pace, della solidarietà e della convivenza tra i popoli, il Sommo Pontefice ha sempre dimostrato affettuosa vicinanza al mondo degli alpini. Lo aveva confermato solennemente nell’udienza concessa alle penne nere in Vaticano nel febbraio del 2022, in concomitanza con il 150° anniversario di fondazione del Corpo degli alpini.

In quell’occasione aveva incontrato una folta delegazione dell’Ana, con l’intero Consiglio direttivo nazionale e, rivolgendosi agli alpini aveva detto: “Non siete rimasti spettatori durante i momenti più difficili, siete stati e siete coraggiosi protagonisti del tempo che vivete. Questa concretezza nel servire, anima del vostro sodalizio, è Vangelo messo in pratica”. Il Successore di Pietro aveva sottolineato come fraternità e servizio siano i caratteri che descrivono bene l’identità degli alpini.

Negli interventi di soccorso, aveva aggiunto il Papa, gli alpini sanno porre “anche e soprattutto il calore umano, una presenza-accanto. Una presenza tenera… A me colpisce la tenerezza del cuore alpino, un uomo forte ma nei momenti della vita più forti viene quella tenerezza. Forti ma teneri”.

“Non si è Alpini per sé stessi, ma per gli altri e con gli altri”, aveva detto poi il Pontefice, aggiungendo “oggi, nel soffocante clima di individualismo che rende indifferenti molti, c’è bisogno di ripartire da qui, di ritrovare l’entusiasmo di prendersi cura degli altri. La vostra testimonianza è storica e attuale”.

Durante quell’incontro l’Ana aveva deciso di offrire 10mila ore di lavoro volontario a favore dell’Associazione Rondine Cittadella della Pace, ore che poi sono diventate nei fatti molte di più.

“Nel nome di Papa Francesco, onorando la sua memoria e seguendo il suo dettato – ha detto il presidente nazionale dell’Ana Sebastiano Favero – ci impegniamo a rimanere sempre in cammino, custodendo e accrescendo il nostro patrimonio di fraternità e di servizio, perché l’Associazione rimanga una grande famiglia unita e protesa al bene altrui”.





lunedì 13 agosto 2018

Leva obbligatoria: comunicato ANA

COMUNICATO STAMPA DALLA SEDE NAZIONALE A.N.A.

LʼAssociazione Nazionale Alpini esprimendo il pensiero di circa 400.000 soci, si inserisce nel dibattito politico in corso sul tema del ripristino della leva obbligatoria, ed esprime le seguenti considerazioni e motivazioni.

Oggi, a 13 anni dalla sua sospensione, si avverte la necessità di colmare un vuoto educativo che sta toccando in maniera trasversale tutti gli ambiti della società, dalla scuola alla famiglia, dalla Chiesa alla politica.

LʼAssociazione Nazionale Alpini, come altre Associazioni dʼArma, chiedono alla politica di interessarsi di un problema culturale ed educativo. Si tratta di tornare a seminare nelle nuove generazioni il senso della responsabilità verso quello che è il bene comune»,

Di fatto noi chiediamo il ripristino di un periodo di servizio obbligatorio dei giovani a favore della Patria nelle modalità che la politica vorrà individuare.

Non sfugge, che il concetto educativo nelle nuove generazioni oscilla tra il polo delle competenze e quello del mito del buon selvaggio, ovvero lʼidea che debbano crescere liberi perché poi arriverà la stagione delle responsabilità ». Lʼidea è appunto quella di chiedere ai giovani di assumersi la responsabilità attraverso un servizio al Paese, incontrando una sensibilità che sta crescendo non solo nelle associazioni dʼArma ma anche tra la gente, nel popolo. Tale servizio non necessariamente deve essere un servizio armato ma sicuramente un ausilio alle istituzioni militari e non ma sempre rivolto al bene comune della Patria

Ricordando che lʼart. 52 della nostra Costituzione non è stato cancellato e quindi lʼobbligo al servizio dovrebbe imporsi come elemento cardine, allo stesso modo dellʼobbligo scolastico, perché dire ad un giovane “se non hai voglia non partecipare”, significa escludere proprio coloro che sono più disattenti a queste tematiche. Noi la sensibilità al servizio abbiamo potuto assimilarla sotto naja, oggi dovrebbe essere ugualmente un bagaglio formativo imprescindibile per un giovane che si appresta ad entrare nella società. Certo, non siamo perfetti, ma le prove della bontà di cosa siamo le abbiamo da quasi un secolo sotto gli occhi. Qualcuno di chi ci governa si è mai chiesto come mai lʼAna è una delle realtà più attive nel mondo della solidarietà? E qualcuno si è mai chiesto come faccia ad elargire 70 milioni di euro in solidarietà ogni anno?

Ecco, lo Stato dovrebbe concorrere a ricreare urgentemente un terreno in cui ogni giovane debba essere educato e poter crescere in coscienza civica, per sfuggire alla desertificazione del senso comune.

Si tratta di una necessità che si avverte sempre più forte nel Paese analogamente ad un senso di smarrimento, per il venir meno di punti di riferimento certi, a tutto vantaggio di un individualismo che sembra frantumare il senso di responsabilità civile e sociale.

Nel chiedere il ripristino di un servizio obbligatorio per tutti i giovani, maschi e femmine, crediamo sia possibile creare le condizioni per un rilancio morale e sociale del nostro Paese, evitando di consegnare questa speranza esclusivamente al mercato.


Giuramento

sabato 20 novembre 2010

Un articolo sull’intervento alla Rocchetta

 

Intervento di due gruppi alpini alla Madonna Della Rocchetta

di GIUSEPPE MARIO GALBIATI


La chiesetta della Madonna della Rocchetta si trova ad avere una ambivalenza amministrativa / religiosa che coinvolge due comuni, due provincie (al di là dell’Adda la provincia alpina di Bergamo), e due parrocchie diverse. E da questa estate vede due gruppi alpini di due sezioni diverse coinvolti nel recupero e nel futuro mantenimento dell’area circostante. La chiesetta è piccola e si trova nel territorio di Paderno d’Adda ma è di pertinenza della parrocchia di Porto d’Adda e la festa cade il lunedì di Pasqua nel giorno dell’Angelo ed è situata sul fiume Adda in una posizione un tempo strategica.
Da anni le pro loco stanno valorizzando questo tratto di fiume che è di una bellezza straordinaria, sembra un torrente di montagna; Leonardo da Vinci vi ha tratto, tra l’altro, lo sfondo della Vergine delle rocce, vi sono reperti storici e di archeologia industriale, per non parlare del ponte di Paderno.
Nel contesto di questa valorizzazione che coinvolge varie associazioni i due gruppi alpini, in ordine alfabetico Cornate d’Adda (Sezione di Monza), e Paderno d’Adda (Sezione di Lecco) sono stati chiamati a dare il loro contribuito e si sono fatti volonterosamente carico dell’area circostante la chiesetta della Madonna della Rocchetta.
La chiesetta si trova su uno sperone tra il fiume e il naviglio progettato da Leonardo (vedi Codice Atlantico) e si raggiunge attraverso una scalinata di numerosi gradini. Sembra una chiesetta di montagna con ai fianchi le due sponde del fiume che di poco la sovrastano in altezza. Per noi alpini ai piedi delle prealpi è un piccolo cocuzzolo al quale innalzarsi.
Il primo intervento sicuramente è stato il più impegnativo sotto l’aspetto organizzativo, nel senso che i componenti dei due gruppi si sono trovati per la prima volta ad operare insieme; aspetto che la buona volontà ha contribuito a superare.
L’intervento si può paragonare a uno di quelli della Protezione Civile sezionale dove alpini ed amici di diversi gruppi si trovano a lavorare insieme con motoseghe, decespugliatori, roncole, falcetti, rastrelli; quanti potenziali nuovi volontari per le protezioni civili delle due sezioni.
Questa prima comunanza di intenti sicuramente metterà le basi per future iniziative comuni fra gruppi più o meno confinanti per unire le forze e ottenere risultati sempre migliori per la nostra associazione che si tramutano, nel solco di quanto trasmesso dai nostri soci fondatori, in servizio alla nostra bella Italia ed alla sua gente.
Sarebbe auspicabile anche una celebrazione religiosa con cadenza annuale da tenersi in questa chiesetta nel giorno di S. Maurizio o nel giorno della beatificazione di Don Carlo Gnocchi che veda la partecipazione dei due gruppi e delle due sezioni; niente a che vedere con i pellegrinaggi nei luoghi simbolo, ma anche ai piedi delle prealpi si raggiungerà la chiesetta scendendo il sentiero dalla sponda dell’Adda e risalendo sullo sperone tra il fiume ed il canale.
Intanto buon lavoro pais.

 

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da “Monza e Brianza Alpina” – Periodico della sezione di Monza, anno XXXI, n. 87 Ottobre 2010