venerdì 4 novembre 2011

Celebrazione 4 novembre

 

Il Comune di Paderno d’Adda celebra la ricorrenza del 4 novembre con una Santa Messa, che sarà celebrata nella parrocchiale di Santa Maria Assunta

SABATO 5 NOVEMBRE alle 17.30

 

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sabato 22 ottobre 2011

Sospensione dei lavori di bonifica

 

Il territorio di Paderno si affaccia sull’Adda in uno dei tratti più incantevoli e spettacolari del suo corso, incassato in un canyon profondo un’ottantina di metri, dove le serpeggianti acque del fiume assumono vivacità in un susseguirsi di rapide che imprimono loro un’impetuosa velocità.

I mutamenti introdotti dal processo di industrializzazione hanno lasciato tracce significative nel paese, a cominciare dal naviglio di Paderno, costruito parallelamente al fiume per ricongiungersi ad esso a Porto d’Adda, allo scopo di renderlo navigabile. Il vigore delle acque ha poi trovato un idoneo sfruttamento con la realizzazione di tre centrali per la produzione di energia elettrica. L’esigenza di estendere nuove reti commerciali per collegare le province di Bergamo e Milano ha nuovamente favorito Paderno con la costruzione di un meraviglioso ponte di ferro sia viario che ferroviario.

Si può quindi affermare che Paderno, già privilegiato dalla natura, può vantare un patrimonio artistico e ambientale di notevole interesse pubblico. Tali pregi vennero tutelati da un decreto ministeriale del 15 luglio 1969, riguardante la protezione delle bellezze naturali da sottoporre alla salvaguardia paesistica.

Viene quindi spontaneo domandarsi: «La valorizzazione dell’ingente patrimonio storico, artistico e ambientale spetta solo al comune o anche agli enti sovracomunali?». Forse sarebbe necessario assillare certi organi decisionali.

La viva vocazione affettiva degli alpini padernesi per il proprio paese, la “piccola patria”, non è una conseguenza casuale, ma un modo per dimostrare concretamente il loro amore per la Patria e per la sua bandiera, testimoniato dalle penne nere per 44 anni consecutivi, allo scopo di mettere in sicurezza l’area in prossimità del ponte – da loro “adottata” – e provvedere ad una risoluta manutenzione conservativa, conferendo adeguato risalto al panorama, impreziosito dall’intreccio tra elementi naturali e opere dell’ingegno.

Un’attività operata con prudenza e competenza lungo il versante destro del “canyon dell’Adda”, la cui elevata pendenza rende il lavoro più gravoso e disagevole, soggetto a rischi e soprattutto a responsabilità civile e persino penale.

La fermezza e la perseveranza nei propositi e nelle azioni, caratteristiche degli alpini, hanno consentito di portare avanti un’iniziativa straordinaria per lo zelo prodigato, per la costanza comprovata e per i risultati conseguiti dalla sola forza del Gruppo Alpini, che si trova costretto a desistere per l’oneroso peso totale della responsabilità. A far data dal 1° gennaio 2012 verranno sospesi gli interventi sulla scarpata mentre quelli al piano procederanno con il consueto entusiasmo.

È ovvia la manifestazione del proprio sentimento di riconoscenza al Comune di Paderno d’Adda, al Parco Adda Nord e alla Provincia di Lecco – Settore Viabilità e Protezione Civile – per il loro concorso all’attività svolta a favore della natura, dell’ambiente e del territorio.

Con la viva speranza che l’appartenenza ad un luogo meritevole di attenzione per i suoi beni di valore storico-artistico risvegli, quanto prima, il desiderio degli amministratori locali di riprenderne possesso per non abbandonarlo definitivamente al degrado…

 

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COM’ERA – COM’É – COME SARÀ?…

domenica 2 ottobre 2011

S. Messa per i soci scomparsi

 

Come ogni anno, il Gruppo Alpini celebra l’anniversario della sua costituzione ricordando i soci “andati avanti”: un’occasione per rivivere nella memoria il legame di solidarietà spontanea e gli operosi rapporti di amicizia stretti fra gli aderenti alla grande famiglia alpina.

La Santa Messa in suffragio di tutti i soci defunti sarà officiata dal responsabile della Comunità pastorale, don Antonio Caldirola

 

Lunedì 10 ottobre alle ore 20.30

nella Chiesina degli Alpini

 

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sabato 17 settembre 2011

Nel 2013 a Piacenza

 

Il Consiglio Direttivo dell’ANA ha sancito soltanto l’ufficialità: a ospitare l’86ª Adunata Nazionale nel 2013 sarà Piacenza, che era l’unica città candidata. Fissata anche la data di svolgimento: l’11 e 12 maggio. L’Adunata premia finalmente una Sezione che più volte si era proposta per ospitare la nostra festosa Adunata.

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mercoledì 31 agosto 2011

Una marmetta per il disperso Luigi Mandelli

 

Nel territorio comunale di Margno, sulle pendici del Monte Cimone, al Pian delle Betulle,  sorge una graziosa chiesetta montana, la cui struttura richiama la “tenda dell’anima” e dona consistenza al voto espresso sui monti della Grecia nell’inverno di guerra 1940-1941 dagli Alpini del Battaglione Morbegno: erigere una cappella sulle montagne di casa per ricordare i commilitoni periti nelle battaglie e persino gli avversari, accomunandoli in un’unica preghiera.

 

 

Ogni anno, la prima domenica di settembre, gli Alpini della Sezione di Lecco sono convocati alla chiesetta votiva per fare memoria delle sofferenze, degli eroismi, delle morti e delle speranze che animavano i combattenti in terra di Grecia, Albania e poi Russia, con il loro desiderio di ritornare alle proprie case e di vivere in pace.

La prossima domenica, 4 settembre, dopo la Santa Messa delle ore 11, nella chiesetta verrà benedetta la marmetta a ricordo del “Morbegnino” Alpino Luigi Mandelli, nato a Paderno d’Adda nel 1912, disperso in Russia nel noto fatto d’armi di Nikolajewka del 26 gennaio 1943. Quale appartenente al 5° Rgt. Alpini – Btg. Morbegno aveva partecipato alle operazioni svoltesi alla frontiera alpina occidentale, alla frontiera greco-albanese e contro la Russia.

Nel 1965, in memoria del fratello disperso, la signora Regina Mandelli Riva aveva acceso la lampada votiva alla grande xilografia del maestro Alessandro Nastasio, rappresentante la deposizione ad opera degli Alpini e collocata nella chiesetta omonima.

 

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ALPINO LUIGI MANDELLI – DISPERSO IN RUSSIA

giovedì 4 agosto 2011

Alpino, un tipo d’uomo

 

«Che quest'uomo abbia avuto una divisa e un numero sul cappello non ha molta importanza. Il fatto importante è accaduto molto prima.

È accaduto quando egli ha cominciato a muovere i primi passi in una casa della montagna e a capire che la vita è difficile anche se c'è il sole. Quando ha imparato dall'esempio di suo padre, di sua madre e della sua gente che cosa vuol dire il sa­crificio, il coraggio, ma anche la bellezza di vivere. Quando ha sentito che Dio esiste: molto lontano, e insieme molto vicino ad ognuno di noi, e ci guarda con gli occhi dei nostri fratelli. Allora è nato l'Alpino, quest'uomo che fa ogni cosa sul serio e che rispetta soltanto chi fa le cose altrettanto sul serio.

Questo tipo d'uomo che un giorno va anche a fare la guerra, ed è diverso da ogni altro soldato del mondo appunto perché è abituato fino da quando era bambino a combattere contro nemici ben più terribili di quelli di cui si parla nei bollettini militari: nemici come la montagna, la paura, lo smarrimento, il sonno, la fame.

Allora si comincia a capire il mistero di questa leggenda. A capire perché l'Alpino canta e sembra felice quando è triste, canta e sembra triste quando è felice. Perché è testardo e ribelle come il mulo, eppure se il suo ufficiale va avanti, anche lui va avanti e se poi c'è da morire, pazienza.

Perché, soprattutto, l'Alpino detesta la guerra eppure ha scritto le pagine piú gloriose di tutte le guerre».

da L'Epopea degli Alpini di Giuseppe Grazzini, Mondadori, 1968

 

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