sabato 2 aprile 2011

Il saluto del presidente Perona



Il saluto del Presidente nazionale Corrado Perona per l’84a Adunata, che si svolgerà a Torino il 7 e l’8 maggio 2011:

E quand ch’à l’è stait ora ‘d fesse
onor l’ha batezà l’Italia e ij tre color.


Mi sono rifatto ai versi del poeta Nino Costa per questo saluto rivolto a voi tutti che vi accingete a vivere il grande evento di Torino che celebra la 84ª Adunata nazionale degli alpini nel 150° dell’Unita d’Italia. Va da sé che i miei natali piemontesi mi fanno sentire in modo particolare l’avvenimento. L’introduzione lo conferma, soprattutto in virtù dei contenuti:
Quando è stata l’ora di farsi onore (Torino) ha battezzato l’Italia e i tre colori. Sfileremo per sostenere con solennità la celebrazione dell’Unità nazionale e difendere il Tricolore affinché continui ad essere un riferimento forte e non soggetto ai malsani venti nostrani. Viviamo in un contesto negativo, confuso e chiacchierato, moralmente sfilacciato. Non ci piace. Sfileremo per ricordare i nostri Caduti e le figure leggendarie dei nostri Padri, per onorare il sacrificio dei giovani alpini morti nell’adempimento del dovere, anche in missioni di pace.
Sfileremo per cementare lo spirito di Corpo e la nostra amicizia, per fare aggregazione con gli alpini in armi, con i loro Comandanti e con la gente che vorrà essere con noi. Sfileremo per fare festa, festa del popolo alpino. A Torino per l’Italia.



Corrado Perona
(da L’Alpino, Anno XC, n. 4, Aprile 2011)

lunedì 28 marzo 2011

Italia 150 sul San Genesio

 

ITALIA 150

I Gruppi della Bassa Brianza sul Monte San Genesio

Domenica 27 marzo

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Fotografia © Carlo Riva

sabato 19 marzo 2011

150° Unità d’Italia sulle cime lecchesi

 

 

Gruppi della Bassa Brianza
Airuno-Brivio-Cernusco Lombardone-Imbersago-Lomagna-Merate-Olgiate Calco
Osnago-Paderno d’Adda-Robbiate-San Genesio-Verderio Inferiore

150° UNITA’ D’ITALIA SULLE CIME LECCHESI

MONTE SAN GENESIO – 27 marzo 2011

 

Programma della manifestazione:

ore 12.30 - ammassamento presso il Ristoro Alpino
ore 13.00 - alzabandiera al canto dell’Inno d’Italia
ore 13.15 - accensione fumogeni colorati
ore 13.30 - aperitivo in allegria

giovedì 17 marzo 2011

Italia 150

 

I Gruppi di Paderno d’Adda e di Robbiate hanno celebrato assieme la cerimonia per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, unendosi agli altri 4.300 Gruppi che nello stesso momento, alle 9.15, innalzavano il Tricolore nei cieli del Belpaese. L’alzabandiera, accompagnato dall’inno nazionale, cantato in coro, è stato il momento principale della celebrazione, a cui hanno preso parte anche il Sindaco di Paderno d’Adda, con assessori e consiglieri, e una bella parte di cittadini che hanno voluto festeggiare l’Italia.

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È stato poi letto il testo inviato per l’occasione dal presidente nazionale dell’A.N.A. Corrado Perona:

Carissimi Alpini e Amici che ci siete vicini, oggi ricorre il 150° anniversario dell'Unità Nazionale e tutti celebreranno l'evento con la solennità che merita.
Noi abbiamo voluto cominciare questa giornata così come facciamo ad ogni nostra manifestazione: con l’alzabandiera.
Questo gesto semplice, ma pieno di sincera devozione, è stato fatto contemporaneamente in ogni città, paese, contrada presidiata da un nostro Gruppo o da una nostra Sezione. Una sorta di immenso nastro tricolore ha unito le nostre comunità dalla Valle d'Aosta, alla Sicilia, dal Friuli al Puglia, sino a quelle Nazioni estere dove risiedono i nostri Alpini della doppia naja.
Per noi è normale vestire di tricolore ogni nostra festa.
È normale provare brividi di sincera commozione ogni volta che vediamo la bandiera salire sul pennone e srotolarsi al vento.
È un gesto che non ha nulla di retorico perché sentito nel profondo del cuore da tutti noi.

Oggi sentiremo discorsi importanti, si sprecheranno i riferimenti al sentimento nazionale e all'italianità. Si ricorderanno i Padri della Patria e il sogno che hanno saputo perseguire e a noi non rimarrà che sperare che non si tratti di semplici discorsi di circostanza.
Oriana Fallaci, ne "La rabbia e l'Orgoglio" scriveva:
"Naturalmente la mia Patria, la mia Italia, non è l'Italia d'oggi. L'Italia godereccia, furbetta, volgare degli italiani che pensano solo ad andare in pensione prima dei cinquant'anni e che si appassionano solo per le vacanze all'estero o le partite di calcio. ... L'Italia squallida, imbelle, senz’anima, dei partiti presuntuosi e incapaci che non sanno né vincere né perdere ... No, no: la mia Italia è un'Italia ideale. È l'Italia che sognavo da ragazzina, quando fui congedata dall'Esercito Italiano - Corpo Volontari della Libertà, ed ero piena di illusioni. Un'Italia seria, intelligente, dignitosa, coraggiosa, quindi meritevole di rispetto. E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade..."
È questa Italia seria e perbene che dobbiamo festeggiare.
È l'Italia della gente comune che si adopera con sacrificio e serenità per il bene della propria comunità.
Un' Italia generosa, capace, solidale.
È l'Italia di chi è consapevole di avere dei doveri verso il prossimo chiunque esso sia.
È l'Italia della gente che tutti i giorni si adopera per costruire un posto migliore per vivere.
È l'Italia che sognavano i nostri Alpini nelle trincee delle guerre che sono stati costretti a combattere.
È l'Italia che sognano i nostri ragazzi in Afghanistan e le nostre famiglie tutti i giorni che Dio manda in terra.
È l'Italia di chi è sinceramente orgoglioso della sua terra, della sua storia, delle sue tradizioni ma che è consapevole che tutto ciò deve essere coltivato e curato tutti i giorni come il più prezioso dei giardini.
È l'Italia dei grandi valori che l'hanno costruita e sorretta.
Questa è l'Italia che va celebrata!
Questa è l'Italia che va ricercata e valorizzata.

In cuor mio posso solo sperare che anche l’Italia ufficiale, se così si può dire, non perda l’occasione di fermarsi a riflettere su questo anniversario e comprenda che è venuto il momento di lasciare a casa ogni interesse di parte e di rimboccarsi le maniche per ricostruire, moralmente e fisicamente, quell’Italia che i nostri vecchi hanno sognato.

Noi continueremo a fare quello che in questi novant’anni abbiamo sempre fatto.
Continueremo a coltivare l'Amor di Patria che non è un sentimento retorico ma la somma di quelle grandi virtù che i nostri “veci” ci hanno trasmesso.
Loro che sono stati costretti ad esercitarle in guerra fino all’eroismo, ci hanno insegnato ad applicare quelle stesse virtù in campo pacifico per far bella l’Italia. Perché, come diceva Don Carlo, per far bella l’Italia ci vuole la tenacia degli Alpini, la sobrietà degli Alpini, l’amore per la propria terra degli Alpini, la religiosità degli Alpini.
lo, oggi, mi sento di aggiungere che ci vuole anche la semplicità degli Alpini, la disponibilità degli Alpini e la loro capacità di fare davvero comunità.

Solo percorrendo questa strada potremo coltivare la speranza di realizzare davvero il sogno dei Padri risorgimentali e dei nostri “veci”.
E sono certo che gli Alpini con tenacia, sobrietà, semplicità e disponibilità continueranno a camminare con passo lento ma sicuro su questa via.
W l”Italia!

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Anche noi uniamo le nostre voci a quelle del Presidente Nazionale e di tutti i Gruppi e le Sezioni che hanno celebrato oggi il centocinquantenario: W l’Italia!

 

Fotografie e testo © Gruppo Alpini Paderno d’Adda

venerdì 25 febbraio 2011

Il 17 marzo dell’A.N.A.


Come accaduto per il 90° anniversario della fine della Grande guerra e il 90° dell’associazione, per giovedì 17 marzo, data in cui si celebra il 150° dell’Unità d’Italia, l’Associazione Nazionale Alpini ha deciso di coinvolgere tutti i suoi 4300 Gruppi in una sobria cerimonia che onorerà il Tricolore, protagonista dell’alzabandiera e simbolo del Paese.

Come sottolinea il presidente Corrado Perona: “Sarà un gesto semplice, ma potente, che racconterà dell’amore sincero degli Alpini verso l’Italia”.

IL CERIMONIALE DEL 17 MARZO
  • Ore 9: ritrovo presso la sede della Sezione/Gruppo con vessillo/gagliardetto inquadrati;
  • Ore 9,15: alzabandiera: sarà data lettura del messaggio del presidente nazionale (possibilmente nessun discorso, nemmeno delle eventuali autorità intervenute);
  • Rompete le righe.
Il presidente Perona invita inoltre – sarebbe superfluo, ma di questi tempi è invece doveroso – tutti gli Alpini a esporre il Tricolore alla finestra di casa, “perché sarebbe ancora più chiaro che dove c’è un alpino là c’è sicuramente Italia”.


domenica 20 febbraio 2011

Visita a Seveso, da Don Paolo

 

Domenica 20 febbraio il Gruppo Alpini ha voluto far visita a un amico: Don Paolo Ferrario, parroco di Paderno d’Adda dal 1998 all’agosto 2009, ora Responsabile della Comunità Pastorale “San Pietro da Verona” di Seveso.

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Una quarantina tra alpini, simpatizzanti e mogli, ha incontrato don Paolo e ha partecipato alla Santa Messa  delle 11. Il sacerdote ha illustrato ai padernesi le meraviglie della chiesa e della casa che ora lo ospita.

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Un ricco pranzo ha sancito il momento conviviale presso il vicino ristorante Farghin. Una visita alla baita del locale Gruppo Alpini in località Altipiano ha consentito di cementare ancora di più la fratellanza con la comunità di Seveso, legata naturalmente a Don Paolo. Scambio di doni e un buon vinello bianco…

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Don Paolo, il Capo Gruppo di Seveso Primo Nespoli e il nostro Capo Gruppo, Elio Villa

Sulla via del ritorno, il gruppo ha approfittato per fare una sosta da un altro amico, Don Lorenzo Passoni, predecessore di Don Paolo a Paderno e ora Vicario  nella chiesa di Santa Margherita a Usmate.

 

Fotografie © Gruppo Alpini di Paderno d’Adda

martedì 15 febbraio 2011

Si è spento Bruno Clapis

 

Dopo breve malattia si è spento l’alfiere del Gruppo, Bruno Clapis.

Il Consiglio Direttivo del Gruppo Alpini, legato all’amico Bruno da un reciproco affetto, costante e operoso, ricorda la sua simpatia e giovialità, la sua preziosa attività e disponibilità a favore dell’Associazione Nazionale Alpini.

Vicini nella terribile solitudine del dolore per la repentina scomparsa dell’adorato marito e padre, tutti noi Alpini ci uniamo alla sofferenza della famiglia richiamando un pensiero di Sant’Agostino: «Non si perdono mai coloro che amiamo, perché possiamo amarli in Colui che non si può perdere».

 

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