sabato 30 aprile 2011

La storia narrata dai protagonisti – IV edizione

 

Una serata densa di emozioni e di ricordi all’insegna dell’alpinità quella che si è svolta il 29 aprile nel salone dell’Oratorio di Paderno d’Adda, addobbato con l’Italia tricolore spesso portata alle Adunate Nazionali e alle manifestazioni. Si è parlato della “Storia dell’Associazione Nazionale Alpini”, prendendo spunto dai due libri editi a cura della stessa A.N.A. nell’arco di vent’anni. Un modo per tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini, difenderne le caratteristiche, illustrarne le glorie e le gesta” come recita lo Statuto.

Tra i relatori c’erano due degli autori del secondo volume, quello che reca il sottotitolo “In marcia nel nuovo millennio”, Silvio Botter e Cesare Lavizzari. Con loro Beppe Parazzini, Presidente Nazionale dal 1998 al 2004, e il Presidente della Sezione di Lecco, Luca Ripamonti, a fare gli onori di casa. In sala anche il Presidente della Sezione di Monza, Paolo Oggioni, e un consigliere della Sezione di Bergamo.

Molta emozione ha suscitato il generale Luigi Morena, ex comandante della Scuola Militare Alpina e reduce della Guerra di Liberazione – fu il primo a entrare in Bologna liberata. Il generale, che ha novantadue anni, ha saputo trascinare l’uditorio con simpatia, meritandosi un lunghissimo applauso. La Preghiera dell’Alpino da lui recitata in chiusura di serata ha fatto nascere brividi in molti dei presenti, grazie anche all’accompagnamento del Coro Val San Martino di Cisano Bergamasco, che intonava Sul ponte di Perati.

L’esibizione del coro – oltre al 33 e all’Inno di Mameli, ha eseguito Son morti per la Patria, Al comando dei nostri ufficiali, Signore delle cime, L’ultima notte, Campane di Monte Nevoso, Al reggimento e Perché non torni – si è alternata all’intervento dei relatori: Cesare Lavizzari ha parlato dell’origine dei due libri e della differenza tra il primo e il secondo, essendo intervenuta la sospensione della leva obbligatoria (“Soppressione, chiamiamo le cose con il loro nome”) con la conseguente domanda sul futuro dell’Associazione. Non è cambiato però il volontariato dell’A.N.A., la grande attività di protezione civile, svolta persino a Lampedusa nell’aprile 2011 con l’impiego di 25 volontari. Silvio Botter, anch’egli in passato, come Lavizzari, Consigliere Nazionale, ha insistito sul punto della sospensione della leva, “un grosso errore”, evidenziando come in tal modo venga meno nelle generazioni più giovani l’educazione ai valori, alla solidarietà, alla capacità di inquadrarsi e di obbedire in un sistema. Il past president Beppe Parazzini ha raccontato di come l’A.N.A. si sia opposta allora alla decisione del governo, primo caso, e finora unico,  nella storia, di una manifestazione a Roma per chiedere doveri e non diritti, e ha espresso il rammarico dell’allora Presidente del Consiglio di fronte all’ineluttabilità del provvedimento, preso per la necessità di dover mandare soldati professionisti all’estero in missioni di pace che in realtà altro non sono che guerre. A questo proposito, Cesare Lavizzari , ha presentato la nuova iniziativa dell’A.N.A., la costruzione di una casa domotica per Luca Barisonzi, uno dei soldati feriti in Afghanistan, rimasto completamente paralizzato e ora in grado con molti sforzi di iniziare a muovere gli arti superiori. Una raccolta fondi che dovrà racimolare tra i 400.000 e i 500.000 euro. Anche il Presidente della Sezione di Monza, Paolo Oggioni, ha voluto ricordare con commozione i soldati in missione, parlando del capitano Tremolada, amico del caduto Massimo Ranzani.

Suor Oriana Lomazzi ha portato i saluti della comunità pastorale Beata Maria Vergine Addolorata, sottolineando come i valori degli alpini, l’alpinità, siano necessari per la società odierna e ha ringraziato il gruppo di Paderno d’Adda, i “suoi” alpini, sempre pronti a intervenire quando ne richiede l’aiuto.

Nell’aria risuonavano ancora le parole dell’editoriale del numero di aprile 2011 dell’Alpino, lette da Domenico Parente, che con Antonio Besana, si è alternato nella lettura dei testi, dalla presentazione di Leonardo Caprioli al primo volume, al discorso rivolto da Paolo VI agli alpini in occasione dell’Adunata Nazionale 1968 a Roma. Quell’editoriale, scritto da Bruno Fasani, intitolato, “L’Italia che non fa rumore”, si conclude così: “È l’Italia degli alpini, cari amici. Una realtà piccola nella logica dei numeri. Ma ben più grande nello scenario culturale. Ci sarà pur una ragione se l’Italia ci ama e se il nostro profumo lascia il segno. La retorica è pericolosa, ma una falsa umiltà è altrettanto pelosa. Se l’Italia è ancora bella, un po’ di lifting glielo abbiamo fatto anche noi”.

 

IL CORO VAL SAN MARTINO DI CISANO BERGAMASCO

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I RELATORI

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da sinistra: Luca Ripamonti, Cesare Lavizzari, Silvio Botter e Beppe Parazzini

 

LA PREGHIERA DELL’ALPINO RECITATA DAL GEN. LUIGI MORENA

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CESARE LAVIZZARI, SILVIO BOTTER E BEPPE PARAZZINI

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FOTO DI GRUPPO

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fotografie e testo © Gruppo Alpini Paderno d’Adda

martedì 26 aprile 2011

La storia narrata dai protagonisti 2011

 


Il GRUPPO ALPINI e la BIBLIOTECA COMUNALE di PADERNO D’ADDA
con il patrocinio del Comune e il sostegno dei Gruppi di:
Airuno, Brivio, Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Merate,
Olgiate-Calco, Osnago, Robbiate, San Genesio, Verderio Inferiore

per la quarta edizione di

LA STORIA NARRATA
DAI PROTAGONISTI

attraverso la presentazione delle loro opere

propongono per

  Venerdì 29 aprile alle ore 21.00 

nel salone dell’ORATORIO di PADERNO D’ADDA
in via Mons. Domenico Pozzoni

 

STORIA DELLA
ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

Con gli autori SILVIO BOTTER  e  CESARE LAVIZZARI interverranno:

- Gen. LUIGI MORENA      già Comandante della Scuola Militare Alpina 
- BEPPE PARAZZINI           già Presidente Nazionale A.N.A.
- LUCA RIPAMONTI            Presidente Sezione A.N.A. di Lecco
- GIORGIO SONZOGNI      già Consigliere Nazionale A.N.A


Si esibirà il CORO VAL SAN MARTINO della Sezione di Bergamo


“L’alpinità è un complesso di sentimenti, affetti e comportamenti che, tutti insieme, possono davvero rappresentare e costituire un modo di vivere. È una categoria dell’animo umano, una pienezza”.
(da Storia della Associazione Nazionale Alpini)

sabato 2 aprile 2011

Il saluto del presidente Perona



Il saluto del Presidente nazionale Corrado Perona per l’84a Adunata, che si svolgerà a Torino il 7 e l’8 maggio 2011:

E quand ch’à l’è stait ora ‘d fesse
onor l’ha batezà l’Italia e ij tre color.


Mi sono rifatto ai versi del poeta Nino Costa per questo saluto rivolto a voi tutti che vi accingete a vivere il grande evento di Torino che celebra la 84ª Adunata nazionale degli alpini nel 150° dell’Unita d’Italia. Va da sé che i miei natali piemontesi mi fanno sentire in modo particolare l’avvenimento. L’introduzione lo conferma, soprattutto in virtù dei contenuti:
Quando è stata l’ora di farsi onore (Torino) ha battezzato l’Italia e i tre colori. Sfileremo per sostenere con solennità la celebrazione dell’Unità nazionale e difendere il Tricolore affinché continui ad essere un riferimento forte e non soggetto ai malsani venti nostrani. Viviamo in un contesto negativo, confuso e chiacchierato, moralmente sfilacciato. Non ci piace. Sfileremo per ricordare i nostri Caduti e le figure leggendarie dei nostri Padri, per onorare il sacrificio dei giovani alpini morti nell’adempimento del dovere, anche in missioni di pace.
Sfileremo per cementare lo spirito di Corpo e la nostra amicizia, per fare aggregazione con gli alpini in armi, con i loro Comandanti e con la gente che vorrà essere con noi. Sfileremo per fare festa, festa del popolo alpino. A Torino per l’Italia.



Corrado Perona
(da L’Alpino, Anno XC, n. 4, Aprile 2011)

lunedì 28 marzo 2011

Italia 150 sul San Genesio

 

ITALIA 150

I Gruppi della Bassa Brianza sul Monte San Genesio

Domenica 27 marzo

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Fotografia © Carlo Riva

sabato 19 marzo 2011

150° Unità d’Italia sulle cime lecchesi

 

 

Gruppi della Bassa Brianza
Airuno-Brivio-Cernusco Lombardone-Imbersago-Lomagna-Merate-Olgiate Calco
Osnago-Paderno d’Adda-Robbiate-San Genesio-Verderio Inferiore

150° UNITA’ D’ITALIA SULLE CIME LECCHESI

MONTE SAN GENESIO – 27 marzo 2011

 

Programma della manifestazione:

ore 12.30 - ammassamento presso il Ristoro Alpino
ore 13.00 - alzabandiera al canto dell’Inno d’Italia
ore 13.15 - accensione fumogeni colorati
ore 13.30 - aperitivo in allegria

giovedì 17 marzo 2011

Italia 150

 

I Gruppi di Paderno d’Adda e di Robbiate hanno celebrato assieme la cerimonia per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, unendosi agli altri 4.300 Gruppi che nello stesso momento, alle 9.15, innalzavano il Tricolore nei cieli del Belpaese. L’alzabandiera, accompagnato dall’inno nazionale, cantato in coro, è stato il momento principale della celebrazione, a cui hanno preso parte anche il Sindaco di Paderno d’Adda, con assessori e consiglieri, e una bella parte di cittadini che hanno voluto festeggiare l’Italia.

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È stato poi letto il testo inviato per l’occasione dal presidente nazionale dell’A.N.A. Corrado Perona:

Carissimi Alpini e Amici che ci siete vicini, oggi ricorre il 150° anniversario dell'Unità Nazionale e tutti celebreranno l'evento con la solennità che merita.
Noi abbiamo voluto cominciare questa giornata così come facciamo ad ogni nostra manifestazione: con l’alzabandiera.
Questo gesto semplice, ma pieno di sincera devozione, è stato fatto contemporaneamente in ogni città, paese, contrada presidiata da un nostro Gruppo o da una nostra Sezione. Una sorta di immenso nastro tricolore ha unito le nostre comunità dalla Valle d'Aosta, alla Sicilia, dal Friuli al Puglia, sino a quelle Nazioni estere dove risiedono i nostri Alpini della doppia naja.
Per noi è normale vestire di tricolore ogni nostra festa.
È normale provare brividi di sincera commozione ogni volta che vediamo la bandiera salire sul pennone e srotolarsi al vento.
È un gesto che non ha nulla di retorico perché sentito nel profondo del cuore da tutti noi.

Oggi sentiremo discorsi importanti, si sprecheranno i riferimenti al sentimento nazionale e all'italianità. Si ricorderanno i Padri della Patria e il sogno che hanno saputo perseguire e a noi non rimarrà che sperare che non si tratti di semplici discorsi di circostanza.
Oriana Fallaci, ne "La rabbia e l'Orgoglio" scriveva:
"Naturalmente la mia Patria, la mia Italia, non è l'Italia d'oggi. L'Italia godereccia, furbetta, volgare degli italiani che pensano solo ad andare in pensione prima dei cinquant'anni e che si appassionano solo per le vacanze all'estero o le partite di calcio. ... L'Italia squallida, imbelle, senz’anima, dei partiti presuntuosi e incapaci che non sanno né vincere né perdere ... No, no: la mia Italia è un'Italia ideale. È l'Italia che sognavo da ragazzina, quando fui congedata dall'Esercito Italiano - Corpo Volontari della Libertà, ed ero piena di illusioni. Un'Italia seria, intelligente, dignitosa, coraggiosa, quindi meritevole di rispetto. E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade..."
È questa Italia seria e perbene che dobbiamo festeggiare.
È l'Italia della gente comune che si adopera con sacrificio e serenità per il bene della propria comunità.
Un' Italia generosa, capace, solidale.
È l'Italia di chi è consapevole di avere dei doveri verso il prossimo chiunque esso sia.
È l'Italia della gente che tutti i giorni si adopera per costruire un posto migliore per vivere.
È l'Italia che sognavano i nostri Alpini nelle trincee delle guerre che sono stati costretti a combattere.
È l'Italia che sognano i nostri ragazzi in Afghanistan e le nostre famiglie tutti i giorni che Dio manda in terra.
È l'Italia di chi è sinceramente orgoglioso della sua terra, della sua storia, delle sue tradizioni ma che è consapevole che tutto ciò deve essere coltivato e curato tutti i giorni come il più prezioso dei giardini.
È l'Italia dei grandi valori che l'hanno costruita e sorretta.
Questa è l'Italia che va celebrata!
Questa è l'Italia che va ricercata e valorizzata.

In cuor mio posso solo sperare che anche l’Italia ufficiale, se così si può dire, non perda l’occasione di fermarsi a riflettere su questo anniversario e comprenda che è venuto il momento di lasciare a casa ogni interesse di parte e di rimboccarsi le maniche per ricostruire, moralmente e fisicamente, quell’Italia che i nostri vecchi hanno sognato.

Noi continueremo a fare quello che in questi novant’anni abbiamo sempre fatto.
Continueremo a coltivare l'Amor di Patria che non è un sentimento retorico ma la somma di quelle grandi virtù che i nostri “veci” ci hanno trasmesso.
Loro che sono stati costretti ad esercitarle in guerra fino all’eroismo, ci hanno insegnato ad applicare quelle stesse virtù in campo pacifico per far bella l’Italia. Perché, come diceva Don Carlo, per far bella l’Italia ci vuole la tenacia degli Alpini, la sobrietà degli Alpini, l’amore per la propria terra degli Alpini, la religiosità degli Alpini.
lo, oggi, mi sento di aggiungere che ci vuole anche la semplicità degli Alpini, la disponibilità degli Alpini e la loro capacità di fare davvero comunità.

Solo percorrendo questa strada potremo coltivare la speranza di realizzare davvero il sogno dei Padri risorgimentali e dei nostri “veci”.
E sono certo che gli Alpini con tenacia, sobrietà, semplicità e disponibilità continueranno a camminare con passo lento ma sicuro su questa via.
W l”Italia!

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Anche noi uniamo le nostre voci a quelle del Presidente Nazionale e di tutti i Gruppi e le Sezioni che hanno celebrato oggi il centocinquantenario: W l’Italia!

 

Fotografie e testo © Gruppo Alpini Paderno d’Adda