Bonifica

 
Paderno si affaccia sull’Adda in uno dei tratti più caratteristici e spettacolari del suo corso, reso pregevole dalle opere dell’ingegno presenti e da un paesaggio abbracciato da colline e da monti.
 
Gli alpini padernesi, ammaliati dalla potenza attrattiva di questo singolare percorso fluviale, incassato in una gola profonda un’ottantina di metri e dalla concentrazione di un patrimonio archeologico-industriale, testimonianza dello sviluppo determinato nel territorio dal processo di affermazione economica, nel 1967 avviarono il recupero dell’area fiancheggiante la strada provinciale che immette al ponte auto-ferroviario.
 
Una folta vegetazione, inselvatichita dal desolante abbandono e sovrastata da rovi e piante lianose, limitava l’osservazione dello scenario non comune che domina questa striscia di territorio annessa al Parco dell’Adda.
 
 
 
 
Era proprio la contemplazione di un patrimonio impreziosito dall’armonia tra gli elementi naturali e gli interventi dell’uomo che accentuava la contrapposizione tra la suggestività del pittoresco paesaggio e l’incolto bosco che lambiva il ciglio della sede stradale.
 
Per la ricorrenza del centenario del viadotto in ferro, nel 1989 fu portata a termine la soppressione dei rovi e delle specie rampicanti, la rimozione delle invasive infestanti e l’eliminazione delle alte robinie, sostituite da idonei alberi e cespugli che aggiungono un elemento estetico e ornamentale all’incomparabile veduta.
 
La natura, l’ambiente, il panorama ed il territorio, insieme, costituiscono uno spettacolo d’eccezionale bellezza che induce l’animo a soffermarsi con interesse, ammirazione e curiosità.
 
Dopo aver dimostrato l’attaccamento alla “piccola patria” mediante un’efficace qualifica dell’emozionante angolo, alle penne nere padernesi non restava che affrontare la naturale crescita dell’erba ed il vigoroso sviluppo vegetativo per mantenere, di anno in anno, quanto fatico-samente sottratto al degrado ed estendere gradualmente la miglioria dell’area “adottata”.
 
Nonostante la contiguità all’abitato e la considerevole attrattiva dal punto di vista estetico e turistico della zona, si ha motivo di ritenere che, senza il contributo d’impegno e di azione degli alpini, quel luogo, fatto oggetto di assidue cure, sarebbe rimasto un bosco abbandonato dall’indifferenza.
 
Con perseverante e diligente zelo, le penne nere hanno saputo rinnovare e soprattutto conservare per decenni il patrimonio ambientale, amalgamandolo con quello storico e artistico, costituito dall’imponente lavoro d’ingegneria idraulica per la produzione d’energia elettrica e dalla geniale realizzazione del ponte in ferro con un’unica campata.
 

Le disagevoli condizioni per la forte inclinazione della scarpata e la considerevole mole di lavoro per l’estensione dell’area recuperata sono inasprite dalla necessità di limitare la rigogliosa crescita in altezza, mediante frequenti potature agli oltre trecento aceri montani, messi a dimora nel 1984, allo scopo di esaltare la perfetta collocazione dei monumenti industriali nell’ambiente naturale, permettendone la visione dalla strada provinciale.

 
L’aver operato con continuità per la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio è sicuramente motivo di fierezza e di compiacimento, ma la ricorrenza di un’impresa consapevolmente affrontata per oltre quarant’anni spinge lo sguardo lontano nel tempo per non vanificare i risultati conseguiti.
 
L’inequivocabile propensione palesata dagli enti coinvolti nella tutela del luogo trascina gli alpini padernesi a manifestare il loro puntiglioso impegno e a dare visibilità a quei valori morali, non espressi a parole, ma dimostrati attraverso i risultati di un’azione durata a lungo e non ancora conclusa:
 
- fatti che ricordano i nostri amici “andati avanti” e che richiamano i nostri principi;
 
- gesti eloquenti che esprimono la partecipazione alla vita della comunità e che traducono in azioni il nostro senso civico;
 
- comportamenti concreti che raccontano la storia degli alpini di oggi e che sostanziano la loro cultura, il loro modo d’essere.



Dal 1° gennaio 2012 le attività di bonifica sulla scarpata sono state sospese a seguito della mancata chiarezza sulle responsabilità penali e civili cui gli operatori potrebbero andare incontro. Continuano invece quelle sul terreno in piano.

Nuovi lavori  sulla scarpata tra il ponte e la Chiesina degli Alpini si sono svolti  in due fasi nel febbraio 2015, sulla base di una convenzione stipulata tra il Comune di Paderno d’Adda e il Gruppo Alpini: una quindicina di volontari del Nucleo di Protezione Civile “Sandro Merlini” di Lecco, coadiuvati dalle penne nere padernesi e da un mezzo, hanno rimosso piante cadute e rovi, potando l’eccesso di crescita vegetativa, ripulendo il tratto dalla spazzatura e restringendo il pino tappezzante.